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Silvia Ballini, una ragazza italiana innamorata della Romania

decembrie 3, 2011 in Romani in Marche

Gentili lettori della neonata rivista Marche Romania, vi scrivo da lontano, da Sibiu. E sono felice di farlo in quanto marchigiana e orgogliosa di vivere questa esperienza romena. Sono felice di farlo perché vorrei contribuire con il mio pensiero al lavoro svolto finora da coloro che fanno parte della redazione ed alla circolazione delle libere idee.

Sono arrivata qui, nella città di Sibiu, lo scorso 14 dicembre 2009 senza conoscere nessuno (o quasi!). Ad aspettarmi all’aeroporto c’era Consuela, una giovane insegnante di lingua inglese del Collegio “Gheorghe Lazar” di Sibiu, conosciuta grazie ad internet, prima di partire. La sua accoglienza è stata davvero buona. La stessa sera mi ha portato a gustare piatti tipici romeni al ristorante Crama Sibiul Vechi, nel centro storico della città, dove si magna accompagnati da musica popolare, suonata da uomini vestiti in abiti tradizionali. Un ambiente caldo ed accogliente, frequentato da molti stranieri, ideale per iniziare a scoprire la città e i suoi segreti. Quando siamo uscite, la neve ha iniziato a cadere a fiocchi leggeri e per me è stata davvero una piacevole sorpresa scoprire, sotto la luce color arancio dei lampioni, le morbide linee e i colori degli eleganti palazzi che si affacciano su Piaţa Mare. Come passeggiando fra le pagine di una fiaba abbiamo scoperto Piaţa Mica, Piaţa Huet e la maestosa Biserica Evanghelica.

Da lì iniziata questa nuova avventura, che ancora oggi continua.

Sono partita con idee, immagini, pensieri fatti grazie alle ricerche in internet e, indubbiamente, grazie e per sfortuna, a ciò che quotidianamente ho ascoltato alla tv, letto sui giornali, sentito dalla gente. Sono partita animata dalla curiosità di conoscere, di sapere di più, di vedere, di mettere alla prova il mio “pregiudizio” (se mai ne avessi avuto uno!) che, inutile negarlo, ognuno di noi ha. Ognuno di noi si crea un’idea, un’opinione, ma saggio è colui che sa mettersi in discussione, sa valutare ed apprezzare senza giudicare, ma sforzandosi di capire.

Ho sopportato a fatica il lungo periodo di freddo, la neve, il vento che forte ha soffiato per giorni, qui in città.

Siamo arrivati a -20 ° è stato davvero difficile per me, ma a poco a poco mi sono abituata. Ho addolcito le mie mattine d’inverno, col cozonac e riscaldato con un buon caffè fatto con la moka, a casa. Per noi italiani è davvero difficile farne a meno. Del caffè, intendo. Ed è la prima cosa che cerchiamo quando andiamo all’estero e se non è buono ci lamentiamo. Qui, come in altri paesi esteri sono pochi i locali in cui si può bere un buon caffè. Ma a poco a poco ho scoperto la città, i suoi locali, bar (e ce ne sono davvero molti!), i suoi angoli caratteristici, assaporandone l’atmosfera antica e popolare, animata da gente differente. Persone distinte ed eleganti, giovani studenti, scolari, lavoratori, vecchie e barboni zoppicanti segnati dalla vita, bambini malvestiti, ţigani con abiti variopinti e capelli a tesa larga. Ho iniziato il mio lavoro a scuola, a gennaio. Sono qui perché ho vinto una borsa di studio (Comenius) che permette ai giovani laureati aspiranti professori (…in Italia!?) di fare esperienza a scuola come assistenti e di conoscerne il funzionamento, apprendendo contemporaneamente una nuova lingua. L’inizio è stato duro, non lo nego, anche se ho un buon spirito di adattamento e discrete capacità di problem solving. L’iniziale difficoltà con la lingua, l’adattamento al clima, alle persone e ai luoghi, l’orientamento nella città, sono stati i fattori con cui ho dovuto fare i conti.

Ma poi a poco a poco, ho iniziato ad esprimermi meglio e ad apprezzare la vitalità culturale e sociale di questa città.

Spettacoli teatrali, concerti, locali e il corso intensivo di lingua romena fatto alla Facultatea de Litere şi Arte dell’Università Lucian Blaga mi hanno aiutato a stringere nuovi rapporti di amicizia e tutto è andato meglio. Ed oggi tutto procede bene. A scuola i bambini e i ragazzi apprendono l’italiano e sono curiosi di conoscere aspetti della mia cultura. Vado a scuola e svolgo con loro lezioni di lingua e grammatica italiana, racconto loro del mio bel Paese, delle sue bellezze, delle sue canzoni e tradizioni. Emergono molti elementi di contatto e molte differenze, ed è bello ed arricchente per entrambi, il confronto. E’ una piacevole sorpresa quando scopro che parole di uso comune nella lingua romena si avvicinano così tanto a quelle del dialetto della mia zona, il maceratese.

Dunque questa Romania, di cui prima di partire ho spesso sentito parlare, bene e male, …mi piace e mi affascina.

Mi piace la lingua, in quanto familiare e dunque facile da apprendere (anche se a livello grammaticale è destul de grea!). Mi piacciono i suoi paesaggi. Li ho visti innevati e freddi, e ora li scopro verdi e rigogliosi puntellati da case dipinte con colori squillanti, … verde, rosa, arancione. Mi piacciono i suoi villaggi, i carri spinti dai cavalli che affiancano le macchine che come saette corrono lungo strade a tratti malconce. Mi piacciono le città, piene di storia e racconti, Sighişoara, Braşov, Timişoara, ed anche Bucharest, la Parigi dell’Est e la Mosca dei Balcani, spesso snobbata dagli stessi romeni. L’ho scoperta e visitata lo scorso weekend. Si è mostrata con varie facce: frenetica e polverosa nelle strade, grigia e decadente, nei blocchi come gabbie e nei ruderi di antiche abitazioni, verde e curata nei grandi parchi urbani. Semplicemente affascinante. Agghiacciante la sensazione provata dentro e fuori l’immenso Palatul Parlamentului, un’opera immane che ti colpisce con la sua elegante freddezza.

Mi piace la gente. Ho conosciuto gente molto gentile, disponibile e seria ed altra un po’ meno.

Tutto il mondo è paese. Quando si è ospiti in un altro Paese, sempre e comunque è bene rispettare sia la propria identità sia la cultura che si incontra. E’ bene aprirsi, senza giudicare. Incontrarsi. Ho incontrato delle care persone nelle scuole dove insegno (Scoala Genarala n.8 e Colegiul National Gheorghe Lazare), in Biblioteca e all’Ospedale, dove faccio volontariato con i bambini, recitando filastrocche e cantando canzoni in italiano. Spero davvero di continuare questo “incontro”, la prossima estate, in un’altra città, Cluj- Napoca, con altra gente. Spero di ottenere un’altra borsa di studio, questa volta elargita dal Governo romeno, che mi permetta di perfezionare la mia conoscenza della lingua e della cultura romena, perché sono decisamente convinta che “cu cât cunoşti mai bine, cu atât iubeşti mai mult”.

Silvia Ballini nasce a Macerata nel dicembre del 1977e risiede a Pollenza. Si laurea nell’aprile 2005 discutendo una tesi dal titolo “Ricerche sulla scultura lignea medievale: il Cristo di San Severino Marche e i Deposti del XIII secolo nelle Marche” (studio di ricerca su alcune sculture lignee medievali presenti in ambito maceratese) con il relatore prof. Graziano Alfredo Vergani, ottenendo 107/100. A fatto un viaggio in Angola, dove, presso il Centro di Formazione Don Bosco di N’dalatando, svolge attività di assistentato alle lezioni di informatica per giovani e adulti. Attualmente vive in Romania, nella città di Sibiu. Impara la lingua romena e insegna la lingua italiana.

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“Nu-mi place mizeria morală”

decembrie 3, 2011 in Romani in Marche

Liliana Neagoe o vâlceancă care trăieşte şi munceşte în Italia, la Jesi, de mai bine de şapte ani are o poveste unică. A restituit portofele pierdute, a salvat viaţa unui copil şi cu fiecare ocazie a demonstrat italienilor că este un român corect şi cinstit. Însă, recunoştinţa pentru faptele sale nu a găsit-o la nimeni.

La aproape 50 de ani, Liliana Elena Neagoe se declară o persoană cu conştiinţa curată. La Jesi, în provincia Ancona, unde locuieşte împreună cu soţul ei, este cunoscută ca „Liliana, cea care lucrează pentru doctori”. „Am venit în Italia în baza promisiunilor unor prieteni italieni ai soţului meu, dar planurile de acasă nu s-au potrivit cu cele de aici. În final, preotul Tobă, din Ancona, m-a ajutat să-mi găsesc un loc de muncă, pentru câteva ore, la o familie de medici unde făceam curăţenie. De atunci, am demonstrat că îmi fac treaba bine şi am fost recomandată şi altora. În prezent, lucrez în casele a patru familii de medici, în aproape 13 locaţii şi ajung să muncesc câte 50 de ore pe săptămână. Asta dovedeşte că pe unde am fost angajată am fost şi apreciată. De mult timp prietenii şi cunoscuţii îmi spun că în Italia, dacă nu ai recomandări bune, nimeni nu se uită la tine”, este de părere Liliana.

A găsit de patru ori portofele pierdute şi le-a restituit În Italia se simte respectată mai mult ca niciodată, deşi înainte de a emigra a fost aceeaşi persoană corectă şi muncitoare. „În România am lucrat la o fabrică de piese radio-tv din Curtea de Argeş, mai apoi la un magazin, dar nu am simţit respectul pentru angajaţi, aşa cum îl simt aici. E o altă lume pentru mine. Poate şi datorită faptului că în Italia am trecut şi prin câteva peripeţii care au dovedit intergitatea mea.”

Liliana este cunoscută în localitatea marchegiană nu doar ca o bună colaboratoare familială, ci şi pentru aventurile prin care a trecut. A salvat viaţa copilului unei familii pentru care lucrează. „S-a întâmplat să fiu la locul potrivit, în momentul potrivit. Fetiţa patronilor, nefiind supravegheată atent de babysitter, a înghiţit un cărlig de rufe şi era pe punctul de a se sufoca. Am intervenit imediat cum am putut şi am chemat urgent unul dintre părinţi. Copilul a fost salvat şi credeţimă că m-am bucurat foarte mult că am evitat la timp o catastrofă.”

Incredibil poate pentru unii, Liliana a găsit de patru ori portofele pierdute, pline de bani şi documente şi de fiecare dată le-a restituit. A fost pe punctul de a fi chiar agresată de către un trecător, care ar fi vrut să-şi însuşească banii găsiţi. „Poate incredibil pentru mulţi, dar de fiecare dată am restituit ceea ce am considerat că nu-mi aparţine. Sunt convinsă că mulţi ar fi făcut la fel. Ceea ce m-a şocat a fost însă atitudinea unora. Spre exemplu, când am văzut că unei bătrâne îi căzuse portofelul şi un tânăr intenţiona să-l ia, am intervenit şi era cât pe ce să fiu agresată. Ulterior, bătrâna mi-a spus că era toată pensia ei, pe care abia o scosese de la poştă.” “Am ţinut să-i spun că sunt româncă” Atitudinea celor cărora le restituia documentele sau banii i-au lăsat Lilianei un gust amar. „Majoritatea abia mai deschideau gura să spună un mulţumesc. Eu nu aşteptam bani sau alte foloase, dar niciunul nu a ţinut cont că eu consumam bani pe telefoane şi timp pentru a merge la locul de întâlnire. O singură dată, o doamnă, pentru că îi restituisem nişte documente importante, a ţinut să-mi dea 20 de euro. Dar nu am vrut să-i primesc.” Cu altă ocazie a fost pe punctul de a fi confundată cu un hoţ. „Într-un supermarket am văzut o geantă abandonată. Îmi atrăsese atenţia că suna telefonul din interior. Am întrebat pe cei din jur dacă nu le aparţinea geanta şi când toţi au dat din umeri, am luato să o duc la bancul de informaţii al magazinului. În urma mea venea proprietara, care pierduse geanta şi s-a comportat cu mine ca şi cum aş fi vrut s-o fur. Nu-ţi vine în cazurile astea mai bine să nu-ţi pese şi să te faci că nu vezi? Sau să devii un indiferent?” Atitudinea pasivă a trecătorilor a intrigat-o pe Liliana nu doar odată.

Pe o stradă principală luase foc buncărele de gunoi şi nimeni nu chema pompierii. „Observasem că flăcările devin din ce în ce mai mari. Am pus mâna pe telefon şi am chemat pompierii. Până la mine nu telefonase nimeni, iar fumul ieşea de ceva timp. Puteau să ardă copacii din jur sau să afecteze clădirile din apropiere. Nimeni nu se obosea să dea un telefon.”

Datorită Lilianei, patronul unui magazin de legume fructe a putut să observe la timp o greşeală de preţ. „Preţul era greşit pus în calculator, la mai puţin de jumătate. Era o diferenţă de aproape 4 euro. I-am atras atenţia vânzătorului şi a pus preţul real. Am ţinut săi spun că sunt româncă. Să vadă că un străin a sesizat şi l-a informat. Toţi ceilalţi înainte au profitat şi au cumpărat cireşele la jumătate de preţ.”

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Invitati de onoare

decembrie 3, 2011 in Romani in Marche

Andrea Marinelli, Assessore alla Cultura di Recanati “Il gemellaggio, un ponte tra le culture”

“E’ stato un momento molto importante perché è la prima città gemellata ufficialmente con la nostra. Con orgoglio dico che si è trattata di una scelta molto significativa…”. Sono le parole dell’Assessore alla cultura di Recanati, Andrea Marinelli, che ci ha accordato un intervista, noi abbiamo raccolto la sua testimonianza.

Nato a Recanati nel 1973, il suo percorso nell mondo della politica è recente, dopo una lunga esperienza nell’associazionismo, nel 2009 partecipa alle elezioni comunali e viene nominato Assessore alla Cultura del Comune di Recanati.

Durante il suo mandato è stato firmato il patto di gemellaggio fra le città, Recanati e Blaj, cosa potrebbe dirci riguardo questo evento importante ?

E’ stato un momento molto importante perché è la prima città gemellata ufficialmente con la nostra. Con orgoglio dico che si è trattata di una scelta molto significativa perché Blaj ha straordinarie affinità con la città di Recanati, perché è una città con profonde radici culturali. E’ stata la città che ha salvaguardato il patrimonio della lingua latina, è la prima città dove si è tornato a scrivere con caratteri latini, superando i caratteri cirillici. Rientra nel distretto di Alba Iulia, antica colonia romana, roccaforte nella difesa dall’Impero Ottomano.

Quali sono le iniziative e i progetti che avete avviato per sviluppare il gemellaggio ?

L’atto ufficiale di gemellaggio è stato firmato a Blaj mentre è previsto che dall’11 giugno al 15 giugno verrà a Recanati la delegazione di Blaj con il Sindaco e verrà firmato il giuramento di fraternità europea che è l’ultimo passaggio per l’ufficializzazione. In occasione della visita, la delegazione romena sarà ospite di varie iniziative, come le celebrazioni del Patrono di Recanati, San Vito e Vinum Verso, manifestazione culturale dedicata al vino e al suo rapporto con la cultura nelle sue variegate forme ed espressioni, un’occasione per promuovere il territorio e i suoi luoghi d’arte, valorizzando le attività culturali e produttive. La delegazione romena presenterà uno stand con i vini Jidvei, quindi sarà anche occasione di scambi enogastronomici.

Il gemellaggio può portare all’integrazione della comunità romena ?

Dal punto di vista culturale entrambe le città hanno figure importantissime delle culture Italiana e Romena come Giacomo Leopardi e Mihai Eminescu, uno che apre la stagione romantica e l’altro che la chiude come epilogo del Romanticismo. Nel segno di questi due poeti si cerca di sviluppare un percorso culturale che avvicini le due comunità, presto verrà ultimata la traduzione in italiano di tutte le opere di Eminescu e completata la traduzione delle opere di Leopardi in romeno. Stiamo discutendo la possibilità di creare una filiale del Centro Mondiale della Poesia in Romania sempre nel nome di Leopardi e Eminescu.

L’integrazione della comunità romena, cosa ne pensa come Assessore e come cittadino italiano ?

Ho conoscenza diretta della comunità romena, persone che stimo e che apprezzo in cui vedo una grande volontà di integrarsi pur salvaguardando la tipicità specifica dei paesi di origine. Gli episodi spiacevoli sono marginali e secondo me vanno inquadrati in un ambito delinquenziale generale presente in tutte le comunità.

Siamo in chiusura della nostra intervista, torniamo ai romeni delle Marche, vuole rivolgere un messaggio ?

Voglio rivolgere un messaggio di abbraccio fraterno testimoniato dalla grande apertura rappresentata dal gemellaggio e un invito a continuare nel lavoro, nella volontà di integrarsi e di essere partecipi alla vita sociale e politica di questa regione perché siete un elemento importante per l’arricchimento culturale marchigiano.